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Hai definito il tuo ultimo album “L’ultimo cuore” un concept album ambientato in un futuro nel quale Ultimo, l’ultimo uomo sopravvissuto, dovrà riconoscere e rieducare alla bellezza … Il  passato che avverte Ultimo è dunque il nostro presente. Facendo un’analogia a quello che è uno dei più bei personaggi della Letteratura Italiana , ovvero all’Astolfo narrato da Ariosto, che una volta sulla Luna ritrovava ogni cosa andata perduta, cos’è che secondo te oggi ci allontana tutti dalla meraviglia e dalla bellezza primordiale e semplice delle cose quello cioè che abbiamo perso e stentiamo ancora oggi a ritrovare?”

Lascio parlare Ultimo.

Nel brano L’ultimo cuore,  gli abitanti di un villaggio nel Nord del Mondo chiedono a Ultimo perché nel suo sguardo c’è ancora stupore e meraviglia. In fondo la Guerra dei Cieli (anno 2333 d.c.) ha reso il Mondo un cumulo di macerie.

Ultimo risponde così: “Bisogna salire le scale dell’universo per guardarci da lontano e darci un senso e tornare a cercare parole fra i sassi. Forse andare ad abitare sulla Luna dove non esiste niente, per cercare, negli occhi e nei passi della gente la bellezza della nostra presenza”.

La bellezza primordiale è la nostra stessa presenza sulla Terra, perché è abitandola che le diamo ogni giorno un senso. Abbiamo costruito piramidi, ponti, castelli dando un significato alla Terra. Ogni giorno attraversando le nostre strade la ricopriamo di senso e tutto questo è di una bellezza e semplicità disarmante… per questo non riusciamo a vederla.

 

Per essere musicista bisogna cercare la polvere, farsi sporcare dalla vita e dalle sue vicende, interessarsi al mondo; come tu canti, amare il guardarsi indietro e in questo passato far riemergere un nuovo futuro. Quali sono dunque le tue contaminazioni ed in sostanza quale è il “verbo” (se così si può dire) in cui credi e che cerchi nel tuo piccolo di riproporre e tramandare?

Io vivo, semplicemente. E anche io mi incazzo ogni santo giorno come tutti e certe mie perenni incazzature nei confronti del modo in cui oggi stiamo al mondo si sono tramutate anche in alcuni suoni ruvidi del disco.

Il resto chiedetelo a Ultimo… in fondo è il mio alter ego.

Sul blog del concept (http://robertacartisano.wordpress.com/2012/09/09/viandanti/) ci sono diversi passaggi che fanno comprendere di che pasta siamo fatti  io e Ultimo.

Ultimo non è un profeta. E’ un bastardo buono in fondo e non si rende neanche conto che è l’unico sopravvissuto a sapere vedere ancora la bellezza nelle nostre macerie.

Hai definito i tuoi brani non solo brani ma “fotografie sonore”; espressione molto bella e magari un po’ difficile da cogliere,  ma vuoi dirci cosa significa per te e come anche musicalmente sei riuscita a renderla?

Quando scrivo entro in trance… ogni piccola storia diventa da subito una fotografia e in fase di arrangiamento diventa naturale rappresentare queste fotografie con le giuste ambientazioni sonore. Se parlo di un drone io sento il rumore del drone sopra la mia testa e non mi riesce di non evocarlo con i suoni, e questi suoni spesso mi capita anche di sintetizzarli e crearli dal nulla perché non esistono sui synth o sul resto della strumentazione che utilizzo.

Tutto ciò non è pianificato e non mi riesce di spiegartelo più di così.

Accade. Dico sempre che accade.

Sei in tour in giro per l’Italia, cosa ti aspetti dalla gente che incontrerai e  cosa ti auguri per il futuro?

Il live è il racconto del concept stesso e per scelta non sto suonando brani del mio primo disco. Con la band (Giancarlo Galante alle chitarre e Bruno Crucitti alla batteria) abbiamo lavorato parecchio per proporre uno spettacolo che avviene tutto d’un fiato e senza pause, come fosse un lungometraggio, perché il disco è cinematografico e anche dal vivo abbiamo rispettato la scaletta stessa dell’album. A detta di diversi fans il live li ha davvero proiettati in un mondo sospeso fra il nostro e quello di Ultimo; durante il concerto si sono lasciati avvolgere dal racconto de L’ultimo cuore come se stessero assistendo alla proiezione di un film, complici anche i suoni utilizzati .

E per questo risultato mi sento solo ringraziare la mia preziosa band, i miei musicisti fidati, perché non è semplice riuscire a proiettare in una sala concerti un disco come questo e lavorare con loro per me è anche un occasione di crescita continua.

La tracklist del concept album inizia dalla FINE del nostro mondo e si conclude con l’ INIZIO di una nuova ERA. Questa in fondo è una storia che sa di Resistenza, di Bellezza e di Amore per il genere umano.

Mi auguro questo dal futuro. Un nuovo Inizio. Oggi.

-Intervista a cura di Antonio Amatulli

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